La difesa di Sandro Nicolò: “Non sapevo di relazionarmi con la cosca Libri”

nicolo alessandroo121016di Claudio Cordova - Il tentativo di scagionarsi, talvolta negando passaggi che dalle intercettazioni sembrerebbero chiari. Il consigliere regionale Alessandro Nicolò, arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Libro nero", con cui la Dda di Reggio Calabria ha colpito le connivenze politiche e imprenditoriali della potente cosca Libri, ha provato a fornire la sua versione dei fatti ai pm Stefano Musolino e Walter Ignazitto.

A fronte delle intercettazioni Alessandro Nicolò ha ammesso di avere chiesto a Giuseppe Demetrio ("Mimmo") Tortorella, considerato il dentista della 'Ndrangheta, un aiuto in occasione delle proprie campagne elettorali, negando – però – di conoscerne la caratura criminale, e sostenendo di averlo cooptato tra i suoi grandi elettori solo per ragioni di affinità politica [IND. NICOLÒ (...) Tortorella io lo conobbi... fummo colleghi in Consiglio Comunale, lui PSDI e io Partito Repubblicano (...) Tortorella lo conobbi in Consiglio Comunale, laddove lui era... occupava lo scranno per il Partito Democratico, Social Democratico, ed io per i Repubblicani. Lo vidi dopo tanto tempo e sapevo della sua passione alla politica, mi disse: "Guarda...", ne discutemmo, un politico in campagna elettorale... "Se non hai impegni...", dice: "Guarda, io non è che ne ho tanti, perché... però se posso, ti oriento dove c'è un consenso e ti posso dare una mano, vediamo" (...) io ho chiesto a lui se fosse stato disponibile a darmi una mano (...) Lì lui mi rispose che avrebbe cercato, si sarebbe prodigato. Io capii che lui aveva tanti candidati, aveva tanti... io capii, dico: "Guarda, se puoi darmi una mano...", questo è il mio rapporto con Tortorella. Ci prendemmo qualche caffè, perché ci sentivamo, ma sempre un ragionamento circoscritto al rapporto tra me e lui, non... (...) P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Cioè dei suoi rapporti opachi con esponenti della cosca Libri non aveva Lei neppure sentito parlare? IND. NICOLÒ -. No, assolutamente"].

E questo nonostante il fatto Tortorella (coinvolto nell'inchiesta "Libro Nero") ostentasse le sue frequentazioni con personaggi del calibro di Stefano Sartiano, storico affiliato ai Libri, e non si faceva remore nel manifestare la sua vicinanza alla cosca Libri, tanto da avere partecipato ai pubblici funerali dello storico boss Domenico Libri.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Alessandro Nicolò ha ammesso di aver conosciuto il collaboratore di giustizia Enrico De Rosa per il tramite dell'ingegnere Ferlito, a sua volta presentatogli dall'imprenditore ed ex politico Demetrio Berna ed ha fatto riferimento, in linea con quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia, alla vicenda relativa alla permuta di un proprio immobile [G- Allora, Lei conosce Enrico De Rosa? IND. NICOLÒ -. Allora guardi, De Rosa io lo conobbi presso lo studio Ferlito. G. -. Dell'ingegnere Ferlito? IND. NICOLÒ -. Sì, dell'ingegnere Ferlito, perché mi rivolsi a Berna, con il quale avevo dei rapporti politici, (...) Berna era un costruttore noto, conosciuto, attrezzato (...) per la possibilità, una consulenza per una permuta, mi accompagnò allo studio di Ferlito, io conobbi lì De Rosa, allo studio. Il mio interlocutore per la permuta era Ferlito, d'accordo, quindi io consegnai... che ero il curatore di mio papà, allora esibii l'atto di curatela, perché c'era tutta una procedura, dissi: "Guardate, io per fare quest'operazione dovrei poi procedere per seguire l'iter", quindi esibii l'atto della curatela, mi disse Ferlito... siccome la permuta in tre, io ero al centro (...) De Rosa era con Ferlito perché De Rosa aspirava, nella permuta, da Ferlito di avere un appartamento, anzi ecco voleva... voleva un appartamento De Rosa anche, ed era cointeressato, ecco perché c'era De Rosa con Ferlito, ma il mio interlocutore era Ferlito].

Nel contesto relazionale e criminale della cosca Libri si sarebbero mossi anche i fratelli Francesco e Demetrio Berna, attivi nell'edilizia, ma con ruoli importanti sia nell'attualità (Francesco, presidente di ANCE) o nel passato (Demetrio fu assessore comunale). I due furono arrestati alcune settimane fa nell'ambito del blitz della Polizia di Stato e poi posti agli arresti domiciliari dal Tribunale del Riesame. Elementi di riscontro sono stati acquisiti anche in ordine alla partecipazione di Alessandro Nicolò ad una cena, organizzata da Demetrio Berna, in occasione delle elezioni comunali del 2007. Enrico De Rosa aveva rammentato che all'evento, organizzato da Nicolò presso l'agriturismo "Le Agavi" di Saline Joniche, avevano partecipato Demetrio Berna e alcuni "ragazzi della cosca" [ENRICO DE ROSA: no, li ho visti, erano sempre gli stessi, e poi a Saline, agriturismo... a Saline, in un agriturismo Alessandro fece una cena, Alessandro Nicolò, dove c'era anche Demetrio Berna, c'eravamo io e c'era Ferlito, e c'erano tutti i ragazzi della cosca... (...) la cosa che mi scioccò è che anziché farla nella sala, che era semideserta, noi abbiamo avuto proprio un privè...(...) lo stesso agriturismo è... "Le Agavi", mi sembra "Le Agavi"...].

Una cena che si sarebbe effettivamente svolta. De Rosa, invero, ricordava erroneamente che il suo organizzatore era stato Nicolò: quest'ultimo, infatti, era uno degli ospiti di Demetrio Berna, promotore dell'iniziativa in quanto in prima persona interessato alla consultazione elettorale.

Lo stesso Berna, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ha avuto modo ricordare:

"P.M. DOTT. IGNAZITTO – E questa cena la... all'agriturismo...

IND. BERNA – Era pubblica. Me la ricordo esattamente.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – E che cosa... ce la vuole raccontare Lei? Siete andati lì, a Saline?

IND. BERNA – È una cena, credo Saline, non me la ricordo dov'era, sì, sì, certo che la voglio raccontare.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Sì.

IND. BERNA – Era in occasione della campagna elettorale, non so quando è stata, o 2007, credo, perché io faccio sempre co... quindi non mi ricordo...

G. – Allora, 2007.

IND. BERNA – 2007, credo sia. Sì, ho fatto una cena all'agriturismo, un agriturismo, non ricordavo il nome, l'ho letto ora, pubblica, dove ho invitato, diciamo, tutto un elenco ho fatto di amici e persone che conoscevo, ma di quelle persone che ci sono indicate là non ho né invitato, né visto, né so chi sono.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Serranò c'era? Giuseppe Serranò.

IND. BERNA – Se ricordo bene, sì. Sì, ma secondo... Allora, non ricordo se in quell'occasione c'era, sicuramente io l'avevo...

P.M. DOTT. MUSOLINO –I Presto, c'erano?

IND. BERNA – Sì, Presto Francesco. Presto Francesco, c'era Presto Mimmo, che era il market che mi sosteneva, onestamente, mio cugino è cugino, perché mio padre era sposato... la mamma di mio padre era una Presto, tutto qua. È morta nel... quando aveva 45 anni. Quindi, Presto Nino, Presto Franco, sono primi cugini di mio padre e avevamo questo rapporto di parentela, alla quale io sono... cioè, che, mi chiamava, cioè (inc., fuori microfono) questa cena elettorale, ho inviato un po', voglio dire,le persone che conoscevo. H registrato il mio programma, distribuivo i volantini che avevo là. Non c'è stata nessuna...non credo che ci sia una saletta attigua, una cosa... non so manco di cosa parla là, non so manco se...

P.M. DOTT. IGNAZITTO – C'era Nicolò?

IND. BERNA – C'era Alessandro Nicolò, perché in occasi... credo che ci fosse Alessandro Nicolò, adesso non ricordo bene, perché se c'erano concomitanze elezioni regionali e altro..."

Anche Francesco Berna, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ha precisato:

"P.M. DOTT. IGNAZITTO – Lei conosce probabilmente le vicende politiche di suo fratello.

IND. BERNA – Sì.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Lo ha aiutato nella campagna elettorale, o nelle campagne elettorali?

IND. BERNA –Certo.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Legittimamente, per carità di Dio!

IND. BERNA – Certo.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Ecco. Lei se la ricorda questa cena, questa riunione elettorale, cena elettorale, che è stata fatta a Saline, all'agriturismo? Lei c'era, no?

IND. BERNA – Se mi ricordo, sì, credo di sì. C'ero, c'ero.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – C'era.

IND. BERNA – C'è stata una cena... pare che ce... ce ne sono state, cene elettorali, nel periodo delle elezioni, ce ne sono una decina.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Ecco, questa a Saline, all'agriturismo Agave, Agave mi pare che si chiami. Se la ricorda?

IND. BERNA – Sì, come altre cene elettorali, sì.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Va beh, io a questa faccio...

IND. BERNA – Sì.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Si ricorda chi c'era?

IND. BERNA – Decine di persone, c'erano tutti gli operai, c'erano... tutte persone, in pratica, me... qualche medico, qualche amico, cioè, in pratica, tutte le persone che potevano essere, non so, gli inviti li avrà fatti Demetrio, però tutte persone che potrebbero... poteva dargli qualche voto.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – C'era anche l'Onorevole Nicolò, se lo ricorda?

IND. BERNA – Va beh, Alessandro Nicolò in quel momento era in rapporti buoni, quindi sicuramente ".

Dopo il clamore dell'operazione "Libro nero", il titolare del ristorante "Le Agavi", Rosario Fallara, sentiva l'esigenza di inoltrare un comunicato con il quale smentiva di aver mai ospitato una cena elettorale organizzata da Nicolò (leggi qui). Smentiva altresì che nel proprio locale vi fosse una sala riservata, nei termini rievocati dal collaboratore di giustizia Enrico De Rosa. Sentito a sommarie informazioni il 14 agosto 2019, Fallara ha però fatto alcune precisazioni che nel comunicato stampa si era ben guardato dal fare. Il ristoratore - che sulla base delle notizie apprese dalla stampa si riferiva ad un evento organizzato direttamente dal Nicolò - si è detto di certo di poter escludere tale circostanza ["Io ho fatto questo comunicato, perché non ho memoria della presenza del Nicolò nel mio locale. Io dico questo perché una cena elettorale non passa inosservata (specie se con un numero di persone significativo) ed io non ricordo la presenza di Alessandro Nicolò in simili occasioni (...) Le cene elettorali (...) sono di solito eventi con molti invitati che presuppongono una programmazione (così come altri eventi conviviali). Io posso escludere con certezza di aver concordato con il Nicolò una cena elettorale, programmando con lui menù ed altri aspetti organizzativi. Se l'avesse fatto mio fratello lo avrei comunque saputo"]. Fallarà, invece, non ha potuto esprimere analoghe certezze in merito ad altre cene, nell'ambito delle quali Nicolò potesse essere uno degli invitati ["Non posso escludere, invece, che il consigliere Nicolò sia venuto nel mio locale in occasione di eventi da me non conosciuti come "cene elettorali". (...) Io sono quasi sempre nel mio locale, ma qualche volta mi capita ovviamente di non esserci, soprattutto quando – nel periodo invernale – mi alterno con mio fratello (in quei casi può capitare che una o due volta la settimana io possa non essere nel ristorante)"]. Fallara, del resto, non aveva memoria neppure di Demetrio Berna, che invece fu senz'altro – per sua stessa ammissione – colui che organizzò l'evento in questione, in occasione delle elezioni del 2007 ["Non ricordo neppure di un incontro elettorale, o comunque di una cena, organizzata da Demetrio Berna. Non ne ho memoria. Non posso escludere che il Nicolò abbia partecipato a questa cena, ma io non ho ricordo neppure della cena in questione. Più in generale posso dire che Nicolò è un personaggio più noto e quindi ritengo che la sua presenza potrebbe per me essere più agevolmente ricordata"].

Inviare un comunicato stampa è semplice. Parlare davanti a due pm antimafia, un po' meno.

Per questo il buon Fallara, a rettifica di quanto evidenziato nel "comunicato-stampa", ha confermato un dato di sicuro rilievo nella valutazione della complessiva attendibilità del collaboratore di giustizia. All'epoca dei fatti (e prima della ristrutturazione del locale), il ristorante disponeva di una sala - attigua a quella principale - che, pur avendo delle aperture, era separata da muri, in modo da risultare più riservata ["Voglio precisare che nel 2007 la conformazione del locale era diversa, perché poi l'abbiamo ristrutturato ed ampliato. Quella che ho definito "sala pizzeria" non c'era (nel senso che abbiamo creato quell'ala successivamente nel 2009-2010). C'era invece la saletta adiacente al bar (all'epoca era più grande ed aveva circa 22 posti, per circa 30 metri quadri). Questa saletta era separata in muratura, però aveva due accessi senza porta ed un arco finestrato di circa 2 metri quadrati. In questa saletta all'epoca si faceva ristorazione (quando non bastava la sala grande), in quanto in quel periodo non c'era pizzeria"].

Il collaboratore De Rosa, comunque, non è l'unico pentito a riferire sul conto di Nicolò.

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia deve infatti difendersi anche dalle accuse mosse da Roberto Moio, ex uomo della cosca Tegano. Quest'ultimo, interrogato nel novembre 2010, affermava: "...In relazione ai politici di cui ho parlato la volta scorsa vorrei indicare anche Alessandro Nicolò: è stato sostenuto da mio cognato Totò Polimeni e da Ciccio Trimboli. Tali circostanze mi sono state riferite da mio cognato. Sono stato invitato da Ciccio Trimboli al rinfresco per festeggiare la sua elezione a consigliere regionale; c'erano i Trimboli, Andrea Brachetta, Paolo Polimeni (il biondo), Totò Polimeni e, quindi, parecchie persone legate alla 'ndrangheta. In quella occasione Nicolò mi ringraziò personalmente e mi disse di ringraziare la famiglia Tegano". Nicolò ha negato di aver mandato i ringraziamenti alla famiglia Tegano, ma ha ammesso di avere partecipato ad un rinfresco, organizzato da Ciccio Trimboli, in occasione della sua campagna elettorale. L'imprenditore Trimboli fu coinvolto (ma scagionato) in passato in un'indagine della Dda proprio sul conto della cosca Tegano.

Vi sarebbe dunque la conferma del nucleo essenziale della vicenda, a riscontro della sostanziale genuinità del resoconto del collaboratore Moio. Quest'ultimo (che nessun motivo di malanimo o di contrapposta conflittualità aveva con Nicolò) non avrebbe ragione alcuna per amplificare la portata di una vicenda effettivamente verificatasi e da lui in prima persona vissuta [IND. NICOLÒ -. Allora, io partecipai a... sempre invitato, perché qua l'invito... allora, all'inizio dico, pre-elettorale, "Organizzatemi la discesa" (...) E allora, io partecipai a questa riunione organizzata... feci un saluto... P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Organizzata da chi? IND. NICOLÒ -. Allora, organizzata da Franco Trimboli, che è mio cugino. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Ciccio Trimboli. IND. NICOLÒ -. Franco Trimboli, il figlio del fratello della buonanima di mia madre. Ciccio Trimboli è sindacalista e lavora nella struttura privata delle ferrovie. (...) Questo prima delle elezioni (..) delle elezioni... adesso non... credo del 2010 (...) Prima delle elezioni del 2010, sì, prima. E c'era pure una squadra di calcio, una squadra credo del Condera, c'erano anche dei parenti di Franco, parenti comuni, e di mia madre, in cui c'erano questi cosiddetti ferrovieri, io addirittura non rimasi neppure a cena,ma per (inc. pronuncia affrettata) i tempi per affrontare altre... altri incontri. Mi ricordo che da lì andammo a piazza Italia, accompagnato sempre dalla De Leonardis, feci un saluto e andai via. Poi, quando seppi dopo... e c'è una mia risposta pure alle... subito, immediatamente alle sue dichiarazioni, io ho conosciuto così e così, in quella circostanza, l'ho conosciuto, l'ho saputo dopo che era Moio, perché l'ha detto lui... P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Cioè lui si è presentato come? IND. NICOLÒ -. Non si sono... non si sono presentati nessuno, Dottore P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Ma Lei come ha sa... cioè siccome Lei dice: "Io ho saputo che era Moio" IND. NICOLÒ -. L'ho saputo dopo. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Quindi Lei si ricorda di questa persona che parlò con Lei (...) P.M. DOTT. MUSOLINO -.Lui dice che Lei gli ha mandato i ringraziamenti da... perché lui li rivolgesse ai Tegano. IND. NICOLÒ -. No (...) Guardi, io Moio non lo conoscevo, non lo conosco (...) Non lo conoscevo e non lo conosco. Io non so perché abbia detto in quel modo. Io ho salutato tutti in generale, scappai... avrei voluto salutarli uno per uno, erano... c'erano un centinaio di persone, quindi... mi ricordo che c'era una torta mi pare... assaggiai la torta e andai via, non... non partecipai neppure al buffet, perché avevo un altro impegno. Mi scusai con Trimboli, che è mio cugino, che aveva organizzato quella cosa, e andai via].

Plurimi, ripetuti e tutt'altro che occasionali sarebbero stati i rapporti intessuti nel tempo da Alessandro Nicolò con esponenti (anche di alto rango) delle cosche reggine oppure con i loro prossimi congiunti. Ciò – secondo gli inquirenti - a dimostrazione di relazioni improntate ad un'intensa e solidale sinergia tra l'uomo politico e la 'ndrangheta locale. Nicolò si è difeso asserendo, ogni volta, di non aver avuto contezza del ruolo delinquenziale dei suoi interlocutori ovvero di avere ignorato il rapporto di parentela o di affinità che li legava a membri apicali delle 'ndrine. L'indagato - che da decenni vive ed opera in quegli stessi contesti territoriali - ha provato a far credere di essere stato all'oscuro di fatti, di circostanze, di ruoli e di relazioni personali che difficilmente sfuggirebbero anche al più distratto tra i cittadini reggini e che, a maggior ragione, non potevano passare inosservati al vaglio di chi – in quanto titolare di prestigiosi ed autorevoli incarichi istituzionali – disponeva di strumenti informativi certamente affidabili.

Emblematico il caso di Pasquale Repaci, suocero di Filippo Chirico, considerato il reggente della cosca Libri.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Nicolò – pur non potendo evidentemente negare l'esistenza di un rapporto di stretta collaborazione con Pasquale Repaci – ha sostenuto di averlo selezionato, quale componente della struttura speciale del Vice presidente del Consiglio Regionale, per le sue qualità professionali, ritenendolo il più adatto a svolgere le mansioni di "di ausilio e di sostegno all'attività istituzionale". Nicolò, tuttavia, non ha saputo spiegare quali fossero le doti che lo avevano indotto a scegliere Repaci in luogo di altri dipendenti regionali, facendo riferimento soltanto alla sua anzianità di servizio, nonché ad asserite capacità professionali, che però – all'evidenza – ben poca incidenza assumono per il lavoro di segreteria oggetto dell'incarico. Repaci sarebbe stato preferito agli altri candidati perché si era messo in evidenza "nella gestione del servizio di commesso di sala" e si era distinto, in occasione delle pubbliche manifestazioni quale portatore del gonfalone del Consiglio... [IND. NICOLÒ -. (... ) allora quando intervenne Repaci? Quando il Repaci era... me lo trovai... io conobbi Repaci attraverso il Dottore Nino Minniti, funzionario del Consiglio Regionale, me lo presentò lui, io non conoscevo Repaci, nonostante anche le vicinanze, abita a 100 metri, non conoscevo Repaci. Lo conobbi lì e svolgeva funzione nel segretariato, lui già era alle dipendenze della presidenza, Dottore, che successe? (...) Allora, con... lui aveva la terza opzione, siccome io constatai la sua professionalità, tra virgolette, era dei più anziani, nella gestione del servizio di commesso di sala, è chiaro che nella... nella struttura si aveva la possibilità di... è una macrostruttura, di inserire interni tra interni e poi esterni, quindi lui faceva parte... era la terza opzione, perché veniva utilizzato quale accompagnatore. Rispetto a questo io feci anche una valutazione, lui aveva maggiore esperienza, perché avevo constatato già la sua attività con il... nell'ufficio... negli uffici di presidenza, alle dipendenze... era quello che portava il gonfalone... ].

Nicolò ha sostenuto di non avere mai saputo che Repaci era il suocero del boss di Cannavò, Filippo Chirico. Ne avrebbe acquisito consapevolezza solo nel luglio 2018, quando Repaci e la figlia erano stati coinvolti nel procedimento "Teorema Roccaforte" e la notizia aveva avuto vasta eco nella stampa locale. Nicolò, per di più, ha asserito di non avere mai intrattenuto rapporti con Chirico, essendosi limitato a leggere distrattamente dai giornali le sue vicende giudiziarie [IND. NICOLÒ -. Io seppi di Repaci, della sua situazione familiare, credetemi, quando... guardate, quando Repaci... quando Repaci io lo conobbi, e questo è risaputo, perché... non aveva questa situazione familiare, io... e quindi quando Repaci... G. -. Quando l'ha saputo? IND. NICOLÒ -. Ma io, mi creda, dalle cronache, tant'è che... P.M. DOTT. MUSOLINO -.Dalle cronache, quando? IND. NICOLÒ -. Giudiziarie, nel 2018. P.M. DOTT. MUSOLINO -.Adesso. IND. NICOLÒ -. Perché lui sta dalla figlia, lui aveva una situazione normale. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Ma Lei non sta a Sala di Mosorrofa? IND. NICOLÒ -. Sì. E io non lo conoscevo a Repaci. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.E di Filippo Chirico non aveva mai sentito parlare. IND. NICOLÒ -. No, non ricordo... P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Non parlo di... non parlo di avere rapporti, io le ho detto se ne aveva sentito parlare. IND. NICOLÒ -. Ma leggo le cronache giudiziarie, io... mi creda, non mi soffermo nemmeno... P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Cioè Lei, scusi Dottore Nicolò... IND. NICOLÒ -.Sì. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Lei sta a Sala di Mosorrofa. IND. NICOLÒ -.Sì. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.È un politico di lungo corso, penso che conosca a Reggio Calabria... IND. NICOLÒ -. Sì, io ho sempre abitato a Reggio, sono... sono nato... sì, sì, sì, sì, perché devo... sì, Filippo Chirico io non ho rapporti... P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Non le sto dicendo se Lei ha rapporti, le sto dicendo soltanto se Lei sapeva chi era Filippo Chirico. AVV. POLITI -.Dalle cronache giudiziarie, ha risposto. IND. NICOLÒ -. È normale, dalle cronache giudiziarie. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.E allora le faccio un'altra domanda, perché è chiaro che nessuno potrà mai credere, Onorevole, se Lei dice che una persona che sta a Sala di Mosorrofa. IND. NICOLÒ -.Sì. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Che vive a contatto con le persone, non sa chi è Filippo Chirico, a prescindere dalle cronache... IND. NICOLÒ -. Sto distinto e distante, proprio perché so chi sono. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Allora lo sa. IND. NICOLÒ -.No, perché leggo dalle cronache giudiziarie. P.M. DOTT. IGNAZITTO -.Ah, solo dalle cronache, ho capito...].

Una difesa, quella di Nicolò, che va a cozzare anche con le dichiarazioni di altri soggetti coinvolti nell'inchiesta "Libro nero", come i fratelli Berna. Stando a quanto dichiarato nel corso dei rispettivi interrogatori, i due non vedevano di buon occhio il rapporto privilegiato esistente tra Alessandro Nicolò e certi soggetti (in primis Pasquale Repaci) che potevano inficiare la sua immagine pubblica.

Francesco Berna, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ha dichiarato:

"P.M. DOTT. IGNAZITTO – (...) Lei sa chi è Pasquale Repaci, vero?

IND. BERNA – Sì.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Sa che Pasquale Repaci è papà di Anita Repaci?

IND. BERNA – Sì, certo che lo so.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – E quindi sa pure che Anita Repaci è la compagna di Filippo Chirico.

IND. BERNA – Certo, certo, certo.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Okay. Questa cosa a Lei, insomma, l'ha mai colpita il fatto che Nicolò si fosse preso come collaboratore uno che era il papà di Anita Repaci, in qualche...

IND. BERNA – Non lo sapevo io.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Non lo sapeva?

IND. BERNA – No, che aveva come collaboratore il... il papà di Anita Repaci, questo non lo sapevo.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – No, no, che aveva come collaboratore Pasquale Repaci.

IND. BERNA – Eh, Pasquale Repaci, non lo sapevo.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Non lo sapeva?

IND. BERNA – Collaboratore della struttura era?

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Della struttura. Voglio dire, immagino che fossero anche spesso insieme.

IND. BERNA – Sì, li vedevo insieme, ma non sapevo, voglio dire, che fosse collaboratore nella struttura. Li vedevo insieme, perché bastava passare dal bar di fronte a... e li vedevi, tutta Reggio Calabria li vedeva là, di fronte al bar, non mi ricordo come si chiama, il bar che c'è sulla Reggio Campi, ora non me lo sto ricordando neanche come si chiama. Cioè, quindi... Ma non sapevo che fosse nella struttura.

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Non sapeva che fosse nella struttura. Ma dico, questa cosa Lei la riteneva normale? Non so come... Cioè, ha mai pensato, siccome Lei prima ha fatto, ha esordito dicendo una cosa...

IND. BERNA – A me la scelta degli altri...

(...)

P.M. DOTT. IGNAZITTO – Sì. Allora, voglio soltanto capire se Lei, che era molto attento a questo tipo di... se si è fatto una domanda, come a dire: ma Nicolò, giusto al suocero di Pippo Chirico si doveva prendere come collaboratore? O comunque come soggetto che frequenta, che gli cerca i voti? Perché se stava a Cannavò lo sapeva che gli cercava i voti. Dico, si è interrogato su questa cosa? Questa cosa ha influito sul vostro allontanamento dall'Onorevole Nicolò? Questo è quello che ieri c'ha detto suo fratello. Io voglio capire...

IND. BERNA – Questa è una cosa che uno non... un poco ha influito sicuramente.

Demetrio Berna è stato, sul punto, ancora più esplicito:

P.M. DOTT. MUSOLINO –Pasquale Repaci lo conosce?

IND. BERNA – Sì, sì, era nella sua segreteria.

P.M. DOTT. MUSOLINO –Era nella sua segreteria. Le piaceva?

IND. BERNA – Ma non...

P.M. DOTT. MUSOLINO –Era uno di quelli che le piaceva, o era uno di quelli che non le piaceva?

IND. BERNA – No, uno di quelli che non mi piaceva.

P.M. DOTT. MUSOLINO –Non le piaceva. Gliel'ha mai detta questa cosa a Nicolò?

IND. BERNA – Non mi ricordo.

P.M. DOTT. MUSOLINO –Questa rottura, diciamo, gliel'ha sacralizzata in qualche..?

IND. BERNA – Che io non ho...

P.M. DOTT. MUSOLINO –Eh!

IND. BERNA – Che io non lo sostenevo per...No, gli ho detto che non voglio più fare politica e non ho avuto più rapporti con... non voglio più fare politica. Io perché dal 2012... da quando poi è stato... per me la politica ho chiuso, non voglio più avere a che fare con nessuno.

P.M. DOTT. MUSOLINO –Sì e questo era il suo impegno in politica.

IND. BERNA – Gli ho detto che su lui de... sì, tante volte gli ho detto che deve... qualche volta, quando l'ho incontrato, gli ho detto: "Tu devi fidarti meno delle persone e fare, valutare...".

P.M. DOTT. MUSOLINO –Il riferimento era a queste persone di cui si circondava, da cui Lei voleva prendere le distanze?

IND. BERNA – Riferimento in generale, non è che io gli potevo dire: "Non parlare con tizio, con caio, con sempronio".

G. – No, però da una...

IND. BERNA – Io gli potevo dire che...

G. – Da una prospettiva, da una prospettiva politica rosea,Lei esce di scena.

IND. BERNA – Sì, sì, ma io ecco di scena nel 2012...

G. – Per sua volontà, dice, giusto?

IND. BERNA – Sì, perché erano... io ho fatto un'attività, secondo me, giusta nel 2012, ho operato, quando ho fatto io l'assessore ai... al bilancio, non so, se vuole parlo di questo.

G. – No, no, il discorso è questo, Lei va via, si allontana da Nicolò, dal suo entourage, nel 2012, perché la gente non le piaceva e fra questi che non le piacevano ci stava Pasquale Repaci. Proseguo io, perché era vicino a Filippo Chirico, perché, quindi, era i Libri. La sua immagine rischiava... Guardi me. La sua immagine rischiava di essere compromessa, inquinata? Mi dica Lei. Magari operava anche con distanza da ambienti di questo tipo?

IND. BERNA – Io ho voluto sempre marcare la distanza da ambienti di questo tipo, cioè quindi io non ho mai, non mi sono... mi sono sempre allontanato mille miglia da persone che erano... con cui si accompagnavano a queste persone.

P.M. DOTT. MUSOLINO –E ha detto che ha messo sull'allarme Nicolò, gli ha detto: "Evita...", giusto?

IND. BERNA – Sì, sì, ma io con...

P.M. DOTT. MUSOLINO –E lui...

IND. BERNA – ...con Alessandro poi Nicolò, oltre a dire, diciamo, che comunque a me non piacevano determinate... perché stava allargando troppo la sua, secondo me, il suo modo di... di fare e non poteva...

P.M. DOTT. MUSOLINO –Si stava allargando, vuol dire che si stava circondando, l'ha detto prima, di persone che a Lei non piacevano.

IND. BERNA – Ma io... Lui giustamente, forse perché non... non...

P.M. DOTT. MUSOLINO –No, questo le sto chiedendo, cosa... Quando Lei diceva a Nicolò: "Guarda che ti stai circondando di persone che non vanno bene", diciamo così, sintetizziamo.

IND. BERNA – Sì, sì.

P.M. DOTT. MUSOLINO –Lui che cosa le diceva: "Hai ragione... Hai torto... Non me ne frega...", cioè, quel era la...?

IND. BERNA – No, lui diceva: "Ma perché, hai... sai che ci sono...cioè, che... ma perché, so...", gli ho detto: "No..." e ognuno faceva delle valutazioni, cioè io parlavo... Quella volta io non ero più in buoni rapporti, cioè...